
Disinfestazione contro la “tarma dei tessuti”
Specifiche tecniche
A quanti è capitato di vedere tante farfalline svolazzare contemporaneamente attorno a tende e maglioni? Eppure il problema relativo a questi piccoli infestanti esiste e continuamente vengono richiesti i classici interventi “preventivi” che fanno la gioia del disinfestatore, ma che raramente sono efficaci.
Le tarme più comuni dei tessuti sono dei piccoli lepidotteri con apertura alare di 10-15 mm, praticamente insignificanti per i non addetti ai lavori e appartenenti a due specie distinte, Tineola bisselliella e Tinea pellionella.
La prima, di probabile origine africana, è indubbiamente la più diffusa e presenta le ali anteriori giallastre, quasi lucide, mentre la seconda le ha grigiastre, con alcune piccole macchie nerastre. Nonostante queste piccole differenze morfologiche, le larve di entrambe le specie vivono a spese della “cheratina” contenuta in peli, piume, pellicce, lana. All’esterno frequentano soprattutto nidi di uccelli e tane di piccoli mammiferi; successivamente si sono adattate a frequentare le abitazioni dove attaccano indumenti ed accessori realizzati con substrati animali; di conseguenza sono a rischio materassi, cuscini, pellicce, pennelli, spazzole, tappeti, stoffe, capi di abbigliamento in lana, seta, collezioni entomologiche nei musei.
Gli adulti spesso passano inosservati in quanto, non essendo dei forti volatori, preferiscono camminare velocemente sul materiale infestato, ed inoltre non sono attirati dalle luci artificiali interne.
Le forme giovanili, in grado di produrre seri danni, si alimentano direttamente sul substrato. Quelle che si rivestono di un caratteristico astuccio sericeo frammisto a fibre e detriti intrecciati in modo più o meno compatto appartengono alla Tinea pellionella. Il caratteristico riparo non viene abbandonato neppure durante gli spostamenti effettuati dall’individuo alla ricerca di un luogo (anfratti nelle pareti, fessure nei mobili, soffitti, ecc.) idoneo a compiere la metamorfosi.
Al contrario la Tineola bisselliella non costruisce veri e propri astucci portatili ma delicati tubi sericei entro cui si spostano o cercano riparo le larve; questo comportamento è più simile a quello di una vera e propria tignola delle derrate, quindi in grado di attaccare talvolta anche salumi in stagionatura, farine, semi.
Le tarme abitualmente presentano 1-2 generazioni l’anno, mentre il periodo larvale può durare addirittura fino a 3-4 anni.
Come eliminarle
Per prevenire o ridurre gli attacchi larvali è necessaria la pulizia degli indumenti ed una efficace sanificazione degli ambienti potenzialmente infestati.
In alcuni casi si possono utilizzare sostanze insetticide a bassa tossicità (es. piretroidi) con i quali trattare localmente pareti, controsoffitti, solai.
La lotta attiva contro gli adulti può essere effettuata mediante nebulizzazioni a freddo o a caldo con insetticidi, per ottenere anche un controllo larvale è importante che i tessuti attaccati siano esposti all’azione dell’insetticida. Se i tessuti sono impilati gli uni sopra gli altri il contatto sarà inefficace.
Il controllo degli adulti può essere ottenuto anche con l’impiego dei pratici formulati fumogeni pronti all’uso (da non utilizzare in presenza di tessuti in seta).
In ogni caso dopo gli interventi di disinfestazione il monitoraggio deve essere mantenuto per verificare la diminuzione delle catture dei maschi di tarma adulti.
Molto importante è il monitoraggio tramite l’utilizzo di appropriate trappole a feromoni. Conoscendo con una discreta precisione il periodo di farfallamento degli adulti si può impostare un appropriato protocollo relativo a catture spia in grado di indicarci il momento più adatto per un trattamento chimico.